
C’è una cosa della quale sono estremamente convinta. La musica è tutto, la musica è vita. Credo di aver già fatto un altro post su questo, ma chi se lo ricorda?
E’ da stamani per esempio, che sento quattro, anzi cinque canzoni a ripetizione. Non riesco a sentirne altre, solo queste.
Daniele Silvestri – Il mondo stretto in una mano
Gianna Nannini – Sei nell’anima
Smashing Pumpkins – Disarm
Goo goo dolls – Name
Dire Straits – Romeo and Juliet
A ripetizione proprio… Perchè la musica è l’unico modo in cui esprimere completamente un’emozione.
Qualche giorno fa avevo tweetato che facendo attenzione a certe canzoni che stavo ascoltando mi sembrava di ballare un tango con la mia vita. In questo momento mi sembra di vivere un lungo, intenso e passionale bacio con essa.
Ma la musica non è solo questo. Stamani, acceso il pc e accesa la tv (su MTV ovviamente…), ho sento Fabri Fibra. Personalmente, non lo sopporto. Ha un modo di porsi troppo da fighetto spocchioso come stan andando di moda ora, quelli alternativi. Però la canzone che ha fatto meritava. In Italia.
E lì, sentendo la forza dell’incazzatura e la pesantezza delle accuse, mi è venuto in mente che la musica è anche fondamentalmente una maestra di vita, ha una forte caratteristica pedagogica. Che detta così sembra una cazzata, una cosa ovvia. Però…
Però poi mi son venuti in mente i ragazzini che vedo qui nella periferia milanese. Vestiti come i loro idoli Rap, che sputano frasi violente dalla bocca, ma senza sapere cosa effettivamente stanno dicendo. Per loro è importante il COME dire, non il COSA. E sono quegli stessi che poi ritrovi in giro per la città a ribellarsi ma senza sapere a COSA, e così colpiscono a raffica altri loro “colleghi di disagio” con i loro gesti irruenti. L’autista dell’ATM frustato per le lamentele dei passeggeri sul ritardo della corsa, quando lui il suo orario lo sta facendo, sono quelli prima di lui che son andati direttamente in deposito perchè non avevano voglia. Il vecchietto triste perchè la nuora lo considera un peso e il figlio è senza coglioni. L’extracomunitario laureato sì, ma nel suo paese e che qui si trova a vendere borse taroccate per poter almeno ipotizzare di tirare a campare.
Violenza che chiama violenza, rabbia che chiama rabbia.
Quando poi basterebbe solo un sorriso, una gentilezza, un po’ di pazienza. Niente di più: l’autista farebbe il suo lavoro più calmo e magari ti ricorderebbe la fermata a cui devi scendere; il vecchietto penserebbe che, alla fine, l’importante è esserci ancora ed accontentarsi del sorriso dei nipoti perchè, tanto, è la nuora a far una vita di merda a causa del suo egoismo; l’extracomunitario ripenserebbe ai suoi piccoli e la disperazione scemerebbe un po’.
Fabri Fibra, fallo capire ai tuoi adepti, fammi credere che, per una volta, non sono solo i soldi quelli a cui pensi, ma ti sta a cuore anche un po’ la gente.



Ouch, affidarsi a Fabri Fibra per trasmettere certi concetti importanti… e staremmo messi male!
Però come platea, come target, ci saremmo.
Cioè, tu hai ragione, per carità, ma io ho anche notato che tanta gente “ignorante” lo è in entrambi i significati del termine. Se si aprisse qualche libro in più, se si studiasse un po’ di geografia e storia (so che sembra assurdo, ma non è così), se si ascoltasse senza prevaricazione il ragionamento di tutti… invece di vivere sulla scia del cellulare fighetto, dei realitisciò, delle zuffe da Controcampo… si riscoprirebbe anche quel sorriso e quell’educazione della quale giustamente sottolinei la mancanza.
Magari sbaglio, ma ‘sti ragazzini oltre a Fabri Fibra e l’Isola dei Famosi, non è che conoscano molto più…
Ma infatti, caro clock, ho avuto modo di fare ripetizioni a uno di questi ragazzini, e ho avuto modo di constatare proprio quel che dici tu. La soluzione, per migliorare i suoi voti ma anche un po’ la visione, è stata fargli capire che la vita non è il cellulare o quell’altro, ma la vita è ragionare.
Perchè putroppo il modello culturale che questa società veicola è ignoranza, e molti genitori non hanno tempo nè voglia di mettersi là, coi propri pargoli, a fargli capire come stanno effettivamente le cose, a fargli sforzare un po’ l’arte del ragionamento.
L’ho preso che diceva “hitler aveva ragione, via questi sporchi negri dall’italia” perchè era quello che dicevano i suoi compagni, ed erano quello che dicevano certe canzoni, e l’ho lasciato che s’intrippava della geografia, perchè voleva CAPIRE come interagivano i popoli in base alle differenze culturali e territoriali.
Il ragazzino era pieno di vigore intellettuale, ma era addormentato, perchè questo gli imponeva la società e il modello familiare.
Ho a che fare ogni giorno con ragazzini convinti di essere cresciuti e di sapere già tutto della vita. Una vita fatta di cose da possedere. Per fortuna, c’è un modo di farli capire che non tutto si può riassumere in un free style: farli usare la loro intelligenza, così come hai fatto tu.