Il contest di HoldMe – Parole e Foto – Votazione!!!
Ed eccoci giunti al secondo passo del concorso. La votazione. Ecco di seguito tutti gli elaborati ricevuti, in ordine di arrivo. Il form per votare è alla fine. Mi raccomando, vinca il migliore!!!
1. Orsella
Dai capo, oggi lasciami stare che c’ho la testa fra le nuvole
2. Molengai
una foto ed un testo
immagini e parole che si legano e si fondono
in pratica la storia della mia famiglia
sono figlio di un serigrafo che ha fatto il liceo artistico e che
viveva di immagini
e di una madre laureata in filosofia proveniente dal liceo classico
che ha nella parola la sua forza ed ha sempre una buona parola per tutti
io ho preso più da mia madre e vivo più di parole che di immagini, ma
crescendo sto imparando il valore dell’immagine
però per questo contest sono partito alla rovescia, prima il testo
poi l’immagine
e come foto non potevo che scegliere questa
la mia mano sopra un foglio bianco pronta a tracciare un segno
che poi si metta a scrivere o disegnare poco importa
son due cose imparate dai miei genitori e per questo belle e
importanti per me
3. Simple
ed è che a volte la musica la ballo dentro. Inizia come un vento lieve che diventa turbolenza fino ad esaurirsi
e c’è una sorta di magia, di magnetismo al quale è inutile tentare di resistere
e la musica non la so canticchiare e la danza non la so riprodurre, e la magia non la so spiegare e l’attrazione non la so descrivere
4. Tascabile
Parcheggio rosaQualche settimana fa ho visto per la prima volta questo cartello. Per carità, è lodevole che il comune di Salsomaggiore (e immagino molti altri) si preoccupi per la sicurezza delle donne, ma, c’è un ma.
Perché tra i parcheggi “dedicati” mi vengono in mente quelli di carico e scarico, quelli per i residenti, e quelli per gli handicappati. Dunque, cosa siamo, una specie di categoria di diversamente abili?
Perché i comuni non ci rilasciano anche un tesserino con la figurina stilizzata della donna tipo icona dei wc, rigorosamente rosa, con la frase “sono donna, non fatemi del male”?
Già le quote rosa mi suonavano come un insulto, perché mi sembra di far parte di una categoria protetta; questa del parcheggio rosa mi pare proprio una presa per i fondelli. Perché mica ci preoccupiamo di fare in modo che le città siano più vivibili, per tutti, donne e uomini. No, facciamo dilagare la violenza per le strade, salvo poi trattare la donna come specie protetta da salvaguardare.
Mi aspetto parchi rosa con maniaci cortesi, luoghi di lavoro rosa in cui datori di lavoro cortesi non facciano apprezzamenti sul mio aspetto, bar rosa in cui clienti cortesi non mi guardino il culo e altre svariate aree protette in cui la mia sicurezza sarà garantita dalla cortesia degli uomini.
5. Fermat
Protetto da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinato, animale fintamente indolente, risolutamente solitario e terribilmente elegante
6. Ninphe Sélène
Nella prossima vita mi vorrei reincarnare in un gatto. Perché ha una bella vita legata a delle piccole cose: una ciotola di mangiare, acqua fresca, un comodo giaciglio, il sole che ti scalda durante un pisolo e degli umani che ti riempiono di amore. Cosa chiedere di più?
7. Anonimia
Un istante. Un attimo. Un secondo. Tutto passa, tutto scorre via. I pensieri che girano per la testa…troppi…veloci. Un altro istante è passato. Un altro secondo è passato. Un’altra goccia è caduta. Decisioni da prendere, azioni da eseguire…ma alle volte ti fermi troppo e così passa un altro attimo, un altro secondo, un’altra goccia cade. Sei rimasto fermo…hai perso. Hai perso quell’attimo, quel secondo, quella goccia. Cerchi di recuperare, provi ad andare più veloce di loro…ma commetti errori. Errori ancor più gravi dello stare fermo a pensare, ad aspettare, a guardare. Non torneranno indietro, mai più. Nel frattempo altri attimi sono passati, altri secondi sono trascorsi, altre gocce sono cadute…e anche questi sono persi. Persi perchè passati senza aver dato loro peso. Il giusto peso. Così i pensieri aumentano, i secondi diventano troppi, le gocce rischiano di farti affogare. Sei tu, solo, contro di loro. Una battaglia dura, difficile ma non impossibile. Non aspettare. Agisci. Carpe diem.
8. Garou
for (i=0; i<∞; i++){
toBeBorn( );
toLive( );
toDie( );
}
9. Loscrutatore
La storia che vi vado a raccontare è solo una delle innumerevoli storie che Napoli ci può offrire. Fra le tante facce di questa città, ne esiste pure una che riguarda quella sottile linea tra la realtà e la fantasia. Dovete sapere che nelle profondità della città, fra le cave di tufo e i rifugi antiaerei, ci sono anche caverne dove il sangue si congela nelle vene. Cumuli di teschi dei tempi passati, di povera gente che moriva per la strada, e che qui tutti sono stati posati. Altari di tibie e ossa lunghe a memoria degli orrori che si diffusero per la città tutta. Tra le tante capuzelle che qui sono conservate in piccole edicole, una in particolare suscita più di tutte paura e timore. La capuzella del Capitano, così viene ricordata.
La storia riguarda due fidanzatini: un giorno mentre la ragazza, devota al culto delle anime del Purgatorio, sta compiendo con il teschio del Capitano, il suo pio ufficio, il giovane, che invece è scettico, infila un bastone nel cavo dell’occhio del teschio, dicendogli per scherno:
“Se veramente esisti, t’invito al mio matrimonio”.
Quando arrivò il giorno delle nozze, durante il grandioso ricevimento, in mezzo a tutti gli invitati si presentò uno strano individuo vestito come un’ufficiale che cominciò a infastidire tutti gli invitati. Lo sposo, scoprendolo, lo invitò ad andarsene, al che disse:
“Ma come? Eppure sei tu che mi hai invitato”.
Dette queste parole, l’uomo si tolse il cappello e il pesante completo, rivelando il suo orribile aspetto, uno scheletro. A quella vista i due giovani sposini morirono fulminati dal terrore, mentre l’ospite si dissolse nel nulla. Da allora entrambi vivono insieme al capitano nella stessa teca.
10. Albo
La giornata per Grillsom non era cominciata bene e un nuovo caso lo attendeva: il povero Abraham C. Oleottero giaceva zampe all’aria, senza il benchè minimo indizio intorno al suo cadavere. E i suoi ragazzi non stavano facendo per niente bene il loro lavoro. Avrebbe dovuto chiamare subito quelli della Scientifica con il Luccioluminol…
11. Miss Soul Free
SCARPATETTI, uno dei più suggestivi angoli di Sondrio, che nel corso degli anni e delle trasformazioni che la cittadina ha subito, è riuscito a custodire il suo fascino di antico rione, la strada lastricata a porfido, le case in pietra che si affacciano su corti interne e giardini segreti, balconi fioriti. Una via forse un po’ anomala, immersa nel centro storico e rinomata a tutta la popolazione che la sceglie come percorso privilegiato: per raggiungere il posto di lavoro, per andare in centro o anche solo per una passeggiata.
E c’è infine chi la vive quotidianamente con semplicità, intensamente, tra le arcate ed i passaggi ed è come vivessero un’altra città, un’altra Sondrio, passata, definita,
E’ una strada dove si può incontrare in cima verso via Capitanei di Masegra, al grande lavatoio le anziane che ancora si riuniscono a parlare.
Una parte di città che ha mantenuto intatta la sua bellezza semplice e dove anche l’arte è quasi un fatto quotidiano più che straordinario.
12. ‘Etta
Sempre in ritardo, sedili sporchi, porte bloccate, aria condizionata guasta. E la gente è sempre più stanca e stressata.
Dorme, legge, discute. I due a fianco a me non la smettono di parlare e io, come altri, cerco di isolarmi.
Soltanto un bambino tedesco ci riesce, rapito dalla velocità.
13. Luckytto
Anche loro hanno i propri pensieri, soffrono e festeggiano insieme a noi.
Se stai pensando anche tu di regalare o avere un animale, pensaci bene.
Tanti, convinti di aver comprato un peluche, lo vedono crescere e lo abbandonano. I peluche non muoiono. Loro SI.
14. Fraaaa
Credere nell’amore non necessariamente implica il rapporto tra due persone. C’è anche l’amore per le piccole cose, per l’arte, per i film, per lo shopping, per i sorrisi, per le scarpe, per le coccole, per gli accessori, per i piccoli momenti di felicità.
E poi non è detto che una riesca a dire “ti amo” agli altri…Dovrebbe forse essere una tragedia?!
Porto a spasso le mie scarpe ed esco a fare quattro passi. Forse perché anch’io ancora sogno il grande amore. L’importante è non uscire in tuta.
15. Crossedhead a.k.a. Mister X
E’ vuoto ma leggero, il tuo carpo in sogno ti ricordi dell’incubo, ma voli e ridi . Ancora domani ricadrai, ma ora non ricordare in questa notte di stelle…
Ritorna ancora l’ondata di dolore, dopo il buio del sonno. E la sofferenza affretta il triste giungere del mio autunno. Con te forse non sarà così triste questa lunga notte, ma ora che è finito il tormento si è fatto mattino. Vento dolce…
E ora… largo alla votazione!









.jpg)


20 luglio 2008 alle 14:43
Non c’è storia: ho votato Albo… “Abraham C. Oleottero” vale un Nobel (e sto ancora ridendo)!
21 luglio 2008 alle 02:36
Avrei potuto autovotarmi ma non mi sembrava giusto.
Quindi ho votato un altra persona ^_^ Speriamo almeno che a qualcuno piaccia la mia
22 luglio 2008 alle 04:56
Il mio voto è andato a Molengai, ma ero li li per votare Fraaaa.
Solo che dovrei correggerla un zinzino: infatti è vero che non sia necessario dire “ti amo” ad una persona, è che molti ignorano proprio il significato di quelle parole… e le usano a vanvera… perciò si, hai ragione, non è una tragedia non riuscire a dire “ti amo”, ma è impossibile che nella vita non si ami mai nessuno… IMPOSSIBILE.
24 luglio 2008 alle 02:32
Poco da dire.. ho votato Garou