Ho sempre sbagliato
Di sicuro il tempo. L’ho sempre sbagliato.
Troppo tardi, per tutti e due. Ma anche troppo presto, troppo veloce.
Insomma, un casino.
Non ho mai avuto un buon rapporto col tempo. Alle superiori non avevo un diario, non portavo l’orologio. Una sorta di protesta, adolescenziale. Sempre troppo presto agli appuntamenti, sempre troppo tardi per le occasioni. E sembrava non passare mai. Illusa.
Si è preso la sua rivincita. Ha iniziato a correre, e non gli sono più stata dietro. Così ho iniziato ad arrivare troppo tardi.
Non ho ancora fatto amicizia, con te. Certe volte mi fermo a guardarti, e mi rendo conto di quanto tu sia veramente stronzo. Ma forse è colpa mia: sono diventata lenta, forse anche un po’ stanca, e per questo arrivo tardi.
Mi hai regalato due amiche, sparute, magre, disilluse. Bel regalo che m’hai fatto, malinconia e nostalgia. E per colpa loro continuo ad arrivare ancora tardi. Sempre più tardi. Così tardi, e così tarda, che neanche i titoli di coda oramai riesco a capirli.
