Ovunque vado, tu sei con me. Purtroppo.
Probabilmente sulla cinquantina, capelli neri, tinti, milanesotta. Si, non milanese, milanesotta. Occhio sprezzante, ghigno e bocca ruminante. Senza posa, quasi avesse scoperto il moto perpetuo del fastidio. E poi quella voce. Continua, stridula, alta. Ma anche altezzosa, saccente, forzatamente simpatica.
Lei è la mia nemesi, una sorta di giustizia divina che mi segue per mantenere l’equilibrio karmico. E’ capace di reincarnarsi più e più volte.
E ora è qui, davanti a me, sul treno. Ti aspetto, nella prossima reincarnazione.