Oramai dovrei imparare a riconoscerti, ma ogni volta mi freghi. Sia chiaro: sei furba (o furbo, cosa sei?) e ogni volta assumi forme diverse. Ma alla fine il tuo archetipo è sempre quello, e quando ti sembra il momento opportuno ti sveli con quel tuo ghigno malefico. Furbo (o furba?) tu e sempre più recidiva io. Con tutti i nomi con cui ti sei palesato dovrei capire che no, non è il caso tentarci ancora. Ma proprio i tuoi colpi di coda mi rendono incline a caderci ancora, mentre tu sei già mutato nella nuova forma. Non so, a questo punto, se riuscirò mai a liberarmi di te. Forse non voglio: in fondo, prima di uccidermi, ogni volta, sto bene. Ma ne vale davvero la pena? Nel frattempo ti aspetterò nella tua nuova forma, disillusione.


