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	<title>HoldMe &#187; Riflessioni</title>
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		<title>Mi manca il fiato</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 21:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HoldMe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sbirciando HoldMe]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi manca il fiato. E non è per colpa dei polmoni. Mi manca il fiato ed è una cosa bella, ma anche brutta, in caso. Mi  manca il fiato perché in questo periodo così di merda, c&#8217;è ancora qualcosa della quale mi importa. Della quale ho scelto di fregarmene, perché così mi va. Perché così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi manca il fiato. E non è per colpa dei polmoni.</p>
<p>Mi manca il fiato ed è una cosa bella, ma anche brutta, in caso.<br />
Mi  manca il fiato perché in questo periodo così di merda, c&#8217;è ancora qualcosa della quale mi importa. Della quale ho scelto di fregarmene, perché così mi va. Perché così mi fa stare bene, per il solo motivo che ho scelto che sia così. Anche se poi mi toglie il fiato.</p>
<p>Ma&#8230;. porca Eva&#8230;. mi fa anche mancare il fiato. Non so se riesco a sopportare questa tensione. Questa fune, questo essere o non essere&#8230; questo è il dilemma. Se sia più nobile d&#8217;animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell&#8217;iniqua fortuna, o prender l&#8217;armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più.</p>
<p>Non so. Un po&#8217; mi piacerebbe davvero, perderlo. Il fiato.</p>
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		<title>Ho sempre sbagliato</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 19:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HoldMe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di sicuro il tempo. L&#8217;ho sempre sbagliato. Troppo tardi, per  tutti e due. Ma anche troppo presto, troppo veloce. Insomma, un casino. Non ho mai avuto un buon rapporto col tempo. Alle superiori non avevo un diario, non portavo l&#8217;orologio. Una sorta di protesta, adolescenziale. Sempre troppo presto agli appuntamenti, sempre troppo tardi per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di sicuro il tempo. L&#8217;ho sempre sbagliato.<br />
Troppo tardi, per  tutti e due. Ma anche troppo presto, troppo veloce.<br />
Insomma, un casino.</p>
<p>Non ho mai avuto un buon rapporto col tempo. Alle superiori non avevo un diario, non portavo l&#8217;orologio. Una sorta di protesta, adolescenziale. Sempre troppo presto agli appuntamenti, sempre troppo tardi per le occasioni. E sembrava non passare mai. Illusa.</p>
<p>Si è preso la sua rivincita. Ha iniziato a correre, e non gli sono più stata dietro. Così ho iniziato ad arrivare troppo tardi.</p>
<p>Non ho ancora fatto amicizia, con te. Certe volte mi fermo a guardarti, e mi rendo conto di quanto tu sia veramente stronzo. Ma forse è colpa mia: sono diventata lenta, forse anche un po&#8217; stanca, e per questo arrivo tardi.</p>
<p>Mi hai regalato due amiche, sparute, magre, disilluse. Bel regalo che m&#8217;hai fatto, malinconia e nostalgia. E per colpa loro continuo ad arrivare ancora tardi. Sempre più tardi. Così tardi, e così tarda, che neanche i titoli di coda oramai riesco a capirli.</p>
<p><a href="http://www.holdme.it/wp-content/uploads/2010/04/tempo_01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-641" title="tempo_01" src="http://www.holdme.it/wp-content/uploads/2010/04/tempo_01.jpg" alt="tempo_01" width="490" height="257" /></a></p>
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		<title>Come diceva il buon Gazzè: &quot;Una musica può fare&quot;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 08:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HoldMe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono persone che sono prettamente nick, e ti chiedi se Matrix non sia sempre più vicina, negativamente. Ci sono nick che si rivelano sempre più persone, e lì inizi ad amare la Rete sempre di più, profondamente: stupende persone che altrimenti non avresti potuto conoscere. Ma non è solo questo il binomio che ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://holdmeremedios.files.wordpress.com/2008/10/singing.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-453" title="singing" src="http://holdmeremedios.files.wordpress.com/2008/10/singing.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a>Ci sono persone che sono prettamente nick, e ti chiedi se Matrix non sia sempre più vicina, negativamente.<br />
Ci sono nick che si rivelano sempre più persone, e lì inizi ad amare la Rete sempre di più, profondamente: stupende persone che altrimenti non avresti potuto conoscere.<br />
Ma non è solo questo il binomio che ho conosciuto nella Rete e nella vita.<br />
Esistono anche persone che sono fatte di musica. E sono quelle che ricordo meglio, perchè basta solo una nota per riportarle alla mente, con tutto quel corollario di situazioni/emozioni/sorrisi/lacrime, positivi o negativi che siano.<br />
Ed è così che <strong>Blue Moon</strong> diventa terribile, <strong>Dark Side Of The Moon</strong> prende il gusto della novità e della scoperta, <strong>One</strong> diventa la canzone delle disillusioni, <strong>November Rain</strong> invece ti ricorda l&#8217;imperturbabilità del destino che prosegue nonostante te.<br />
I ricordi, però, non sono solo associati ai momenti, ma anche all&#8217;essenza delle persone. I miei fratelli per me sono rispettivamente <strong>Dove Sei</strong> e <strong>I was made for loving you</strong> (ma quest&#8217;ultima mi ricorda anche Vito, piccola eccezione).<br />
Poi c&#8217;è Giuseppe, conosciuto &#8220;cantando&#8221;. Lui per me è <strong>Strade di Francia</strong>, sebbene non fosse questa la canzone. Alberto invece è <strong>Carletto il principe dei mostri</strong>, gli sta a pennello, così come Simone è <strong>Jack&#8217;s Lament</strong>: la musica è l&#8217;anima delle persone meglio di mille parole.<br />
E poi c&#8217;è chi è tutta musica, colui che ha fatto incetta di canzoni&#8230; Sono tante, tutte belle, tutte con un filo conduttore, perchè è qui che la musica ha dato il meglio di sè. Ma ce n&#8217;è una su tutte, dei <strong>Dire Straits</strong>&#8230;<br />
C&#8217;è chi ha ricordi fotografici, c&#8217;è chi ha poca memoria e chi ne ha anche troppa. Io ricordo per note, nel modo più totalizzante.<br />
Altrimenti non sarei <a href="http://www.danielesilvestri.it/brani.cfm?cod_album=3&amp;cod_brano=3" target="_blank"><strong>Hold Me</strong></a>&#8230;</p>
<p>PS: questi sono i miei pensieri alla mattina, quando da casa vado a lavoro, accompagnata dalla playlist e ogni tanto spuntano queste canzoni&#8230;</p>
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		<title>Ci son viaggi che&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 15:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HoldMe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte è strano. Ci sono viaggi che fai sovrappensiero, tanto sovrappensiero che rientrano in una sorta di automatismo per cui scordi anche di farli. Tipo &#8220;casa-lavoro&#8221; (lavoro è ovviamente una array che può contenere molti valori ). E viaggi che ti stupiscono, anche se han tutte le carte per non farlo. Qualcuno mi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://holdmeremedios.files.wordpress.com/2008/09/100_2878.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-421" src="http://holdmeremedios.files.wordpress.com/2008/09/100_2878.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a><em>A volte è strano</em>. Ci sono viaggi che fai sovrappensiero, tanto sovrappensiero che rientrano in una sorta di automatismo per cui scordi anche di farli. Tipo &#8220;casa-lavoro&#8221; (<em>lavoro</em> è ovviamente una array che può contenere molti valori <img src='http://www.holdme.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ). E viaggi che ti stupiscono, anche se han tutte le carte per non farlo.</p>
<p>Qualcuno mi ha detto, quasi fosse una premonizione <em>&#8220;non è importante la destinazione, è importante il viaggio&#8221; </em>e per tutta risposta gli avevo detto che <em>&#8220;sì, e per me il viaggio iniziava a Milano e finiva a Milano&#8221;</em>.<br />
Ordunque, <em>Perugia</em>. Quella giusta dimensione di tranquillità e vita sociale che rasenta la perfezione, quantomeno per i miei canoni. Inutile ora star qui a sciorinarvi palazzi e piazze, perchè era l&#8217;atmosfera quella che ha colpito il bersaglio. E poi&#8230; giù fino a Lecce.<br />
<em>Salento</em>, casa mia.</p>
<p>Strano come un posto che in realtà dovrebbe rilassarti, invece ti affatichi, perchè forse per la prima volta predi coscienza e ti rendi conto che ci sono dinamiche così antiche che tendi a viverle come normali e che, per questo, ti plasmano in un determinato modo. Ma, come diceva qualcun altro &#8220;l&#8217;essenziale è invisibile agli occhi&#8221;, e soprattutto gli occhi vedono sempre diversamente, e per questo le dinamiche sfuggono.<br />
Così una cosa che per te è normale, per qualcun altro non lo è. Una cosa che per te è importante, qualcuno invece la vede come profondamente banale: il discrimine sta nel come si vivono certe cose, nell&#8217;accumulo di esperienze e negli occhi che vedono diversamente.<br />
Il problema fondamentale dunque diventa la banalizzazione: perchè una cosa per me può essere banale, ma l&#8217;effetto è come quello di una farfalla che batte le ali qui e causa un tifone a Pechino. Quel che sta in mezzo non possiamo saperlo, e a volte non vogliamo neanche vederlo. Solo quando ti rendi conto, per la prima volta, di questo discrimine, i tasselli vanno a posto. Ed è qualcosa che ti affatica, perchè quelle dinamiche sono così radicate che ora non riesci a ignorarle e si fanno sentire ancor di più, e quindi trovare il giusto equilibrio tra il buonsenso e la tua posizione diventa faticoso, a volte non ce la fai neanche.  Perchè nessuno di noi è perfetto. Nessuno. E soprattutto nessuno è onnisciente, e aver la pretesa di esserlo è come esser ancor più ciechi. Ci vorrebbe Socrate.</p>
<p>Però poi c&#8217;è lui, e come diceva qualcun altro ancora, lui è &#8220;lungo, lento e furbo che mi guida&#8221;. Perdercisi era come una piccola morte, rendeva solubili i pensieri, li portava via onda dopo onda&#8230;. Un piccolo materassino a cui aggrapparsi (ci vuole una certezza nella vita!), e poi lasciarsi sollevare dall&#8217;acqua, sospesa, come se non esistesse niente altro che l&#8217;acqua, il vento e il sole. In bilico, occhi chiusi, perchè è solo così che le sensazioni scorrono veloci e riesci a sentire davvero la bellezza delle carezze dell&#8217;acqua e del vento.</p>
<p style="text-align:center;">[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=r9IPd8ht9Ps&amp;hl=it&amp;fs=1]</p>
<p style="text-align:left;">Ci sono anche loro. Solo chi ha vissuto un dolore e una sofferenza, del tutto innocentemente, sa quale sia l&#8217;importanza di una carezza, di una coccola data per amor di darla e non per una sorta di &#8220;egoismo&#8221;. Sa cosa vuol dire &#8220;prendersi cura&#8221;. E da entrambi i lati vedere che c&#8217;è questa corrispondenza è qualcosa che apre il cuore. E certe cose non vanno più via&#8230; Ma è sempre questione del discrimine dell&#8217;occhio che guarda.</p>
<p style="text-align:center;">[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=QoERC9waMjw&amp;hl=it&amp;fs=1]</p>
<p style="text-align:left;">Ed infine&#8230; <em>Stefano</em>. L&#8217;emblema del fare le cose con amor di farle, per quanto dure possano essere, per quanto difficili possano risultare le situazioni, l&#8217;impegno e la cura dei particolari trasmette tutto l&#8217;amore e la particolarità di una persona. E se su 15 giorni circa, siamo tornati da lui ben tre volte, beh&#8230;. il perchè c&#8217;è.<br />
A proposito. Se vi trovate a passare per il Salento, andate a Santa Cesarea Terme, alla trattoria <a title="Trattoria La Bettola" href="http://www.ilmangione.it/scheda.php?id_rist=26349" target="_blank">La Bettola</a> (proprio di fronte alle Terme, sul lungomare) e fatevi servire da Stefano. Ogni cosa prenderà un sapore in più, quello della cura.</p>
<p style="text-align:left;">Ecco. Queste sono le vacanze per come le ho vissute, per cosa i miei occhi hanno visto e sentito, questo è stato il mio &#8220;viaggio&#8221;. Se cercate luoghi e spiagge, andate sul mio <a title="Le foto di HoldMe" href="http://www.flickr.com/photos/holdme_s/" target="_blank">flickr</a>.</p>
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		<title>A volte&#8230;.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 17:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HoldMe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte basta una canzone per farti tornar a sorridere&#8230; [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=BPgbhDEzrxY&#038;hl=it&#038;fs=1] &#8230; senza motivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte basta una canzone per farti tornar a sorridere&#8230;</p>
<p>[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=BPgbhDEzrxY&#038;hl=it&#038;fs=1]</p>
<p>&#8230; senza motivo.</p>
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		<title>Mi piacerebbe&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 23:08:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; di questo che avrei voglia ora. Seduta sulla spiaggia, al mare, di notte. Il venticello fresco, il rumore del mare, la sabbia fresca, una felpina e la luna a rischiarare un po&#8217; l&#8217;oscurità. Da sola, o in ottima compagnia con cui parlare, o con cui tacere. Il posto perfetto in questo momento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://holdmeremedios.files.wordpress.com/2008/08/5815606.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-403" src="http://holdmeremedios.files.wordpress.com/2008/08/5815606.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a>E&#8217; di questo che avrei voglia ora. Seduta sulla spiaggia, al mare, di notte. Il venticello fresco, il rumore del mare, la sabbia fresca, una felpina e la luna a rischiarare un po&#8217; l&#8217;oscurità. Da sola, o in ottima compagnia con cui parlare, o con cui tacere.<br />
Il posto perfetto in questo momento.</p>
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		<title>Pensieri notturni</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HoldMe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stasera, prima di uscire, ho guardato i miei capelli. Sono lunghi, neri e ricci, tanto ricci. All&#8217;attaccatura nascono lisci e lo son per un pochino&#8230; poi cambiano e diventano una lunga cascata riccia, nera. PS: che poi non ho ancora capito quanto vivono le farfalle, nè quale sia la loro percezione del tempo. Lo scoprirò.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera, prima di uscire, ho guardato i miei capelli. Sono lunghi, neri e ricci, tanto ricci. All&#8217;attaccatura nascono lisci e lo son per un pochino&#8230; poi cambiano e diventano una lunga cascata riccia, nera.</p>
<p>PS: che poi non ho ancora capito quanto vivono le farfalle, nè quale sia la loro percezione del tempo. Lo scoprirò.</p>
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		<title>Storia di una farfalla</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 00:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HoldMe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=wFk386A4dRw&#038;hl=it&#038;fs=1] La farfalla era lì&#8230; nel suo angolino e guardava fuori, quella tempesta e voleva capire cosa fossero quelle nuvole scure. Poi d&#8217;un tratto ha sentito l&#8217;aria fresca e frizzantina e ha guardato su: la mano aveva sollevato il barattolino di vetro, e le aveva porto un dito.Non le pareva vero&#8230; timidamente è salita, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=wFk386A4dRw&#038;hl=it&#038;fs=1]</p>
<p>La farfalla era lì&#8230; nel suo angolino e guardava fuori, quella tempesta e voleva capire cosa fossero quelle nuvole scure. Poi d&#8217;un tratto ha sentito l&#8217;aria fresca e frizzantina e ha guardato su: la mano aveva sollevato il barattolino di vetro, e le aveva porto un dito.<br />Non le pareva vero&#8230; timidamente è salita, con le sue fragili zampette, e ha guardato. Si&#8230; era il momento di darsi da fare! E così ha spiccato il volo, si è librata un po&#8217;, timorosa, finchè non ha sbattuto contro un altro vetro&#8230; <br />Ha provato un po&#8217;, ci sbatteva contro, e poi si è rannicchiata&#8230; solo un breve volo&#8230; e invece&#8230;<br />Invece quella finestra poi si è aperta, e lei ha potuto volare. Si, li vedeva quegli occhi e lei intanto scrutava quelle nubi nere, così dense, così spaventevoli. Ma a lei non facevano paura, perchè da farfalla quale era stava adempiendo al suo compito: far vedere lo sfrugugliare delle proprie ali, e ottenere quel sorriso.<br />Finchè non ci è riuscita. E così è diventata forte e sicura, e svolazzava per quel sorriso che rendeva merito al suo essere farfalla.<br />Era nata farfalla, e quello doveva fare. Quando il suo uovo si era schiuso era nata bruco, di un verde brillante, e poi un giorno qualcosa è cambiato. E si è richiusa in un bozzolo, qualcosa in lei stava cambiando, ma non capiva cosa, ed era spaventata. Poi il bozzolo si è rotto, e ne è uscita. Una sensazione strana, e ha spiegato quelle ali. Cos&#8217;erano? non lo sapeva, e le pareva strano muoversi. Infatti non ha subito volato&#8230; <br />Ma poi&#8230; d&#8217;istinto le ha sbattute e ha scoperto cosa poteva fare.  Finchè un giorno ha scoperto che quelle ali avevano un effetto quasi magico: quando volava c&#8217;era un sorriso che sbocciava, e questo la faceva stare bene. Così aveva deciso: dedicare le sue ali a quel sorriso, perchè questo la faceva stare bene e questo era il suo motivo d&#8217;esistere. Suvvia, poteva nascere mille altre cose: pavone, talpa, criceto, gatto, furetto o qualunque strano animale. E invece era una farfalla. <br />Ed ora era lì, e vedeva quelle nubi scure. Non aveva paura, perchè erano scure come quando era nel bozzolo, e sapeva che qualcosa stava cambiando. Bisognava capire come, ma come quando lei poi aveva finalmente spiegato le ali e aveva iniziato a volare, così bisognava prendere coscienza e capire che forma avessero le nuove ali. Ovviamente prima bisognava aspettare che il bozzolo facesse il suo percorso di maturazione.<br />Per questo lei era lì. Per ricordare che è una farfalla, ma <span style="font-style:italic;">prima non lo era</span>.</p>
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		<title>Pensieri di una farfalla</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 12:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HoldMe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dedica]]></category>
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		<description><![CDATA[La questione è questa: una farfalla racchiusa in un vasetto di vetro.Lei sa come ci è finita, e vorrebbe rompere quel vasetto di vetro, perchè forse quella farfalla in qualche modo potrebbe avere ancora la sua utilità. Il suo volo potrebbe ancora far sorridere qualcuno, anche se fuori c&#8217;è la bufera.E diciamocelo: alla farfalla non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La questione è questa: <span style="font-style:italic;">una farfalla racchiusa in un vasetto di vetro</span>.<br />Lei sa come ci è finita, e vorrebbe rompere quel vasetto di vetro, perchè forse quella farfalla in qualche modo potrebbe avere ancora la sua utilità. Il suo volo potrebbe ancora far sorridere qualcuno, anche se fuori c&#8217;è la bufera.<br />E diciamocelo: alla farfalla non frega niente della bufera, lei vuole volare, perchè ama quei sorrisi e non le importa se sotto la pioggia le sue ali leggere possono bagnarsi e spezzarsi: è una farfalla tosta, e si riprenderà.<br />E sa pure che quel vasetto di vetro, che non le fa sapere, non è stato messo per cattiveria o che: soltanto non vogliono che le sue ali si sporchino. <br />Ma la farfalla è fatta così: vuole volare, vuole vedere, vuole sapere, perchè se no che senso ha essere una farfalla se nessuno può gioire delle tue ali?</p>
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		<title>Girando su Flickr</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 11:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HoldMe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima davo una occhiata a Flickr per trovare delle immagini che mi servono per fare una cosa. E ho trovato questa immagine con questo titolo (non posso postarla perchè è sotto copyright, ma cliccate sulla frase la vedrete su Flickr):“Every child is an artist. The problem is how to remain an artist once we grow [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_z7PvDu8G3yI/SHCw9BZUJuI/AAAAAAAAABM/TOvKAMZMNPA/s1600-h/smile.jpg"><img style="float:right;cursor:hand;margin:0 0 10px 10px;" src="http://bp2.blogger.com/_z7PvDu8G3yI/SHCw9BZUJuI/AAAAAAAAABM/TOvKAMZMNPA/s320/smile.jpg" border="0" /></a><br />Prima davo una occhiata a Flickr per trovare delle immagini che mi servono per fare una cosa. E ho trovato questa immagine con questo titolo (non posso postarla perchè è sotto copyright, ma cliccate sulla frase la vedrete su Flickr):<br /><a href="http://www.flickr.com/photos/shoken/2477163663/"><br /><span style="font-weight:bold;">“Every child is an artist. The problem is how to remain an artist once we grow up.&#8221;</span></a><br />E la tristezza vien da sola, in un mondo che ha perduto la bellezza del rimanere bambini dentro, che non sa più stupirsi con il cuore, che considera il &#8220;crescere&#8221; l&#8217;unica vera missione e il &#8220;rimanere bambini&#8221; un fallimento.<br />Ma è davvero un fallimento non riuscire a perdere la capacità di sognare, di vedere il bello delle cose e di emozionarsi per una farfalla, per un pennello sporco di tempera, per un sorriso spontaneo?<br />E&#8217; davvero una conquista l&#8217;affannarsi per arrivare sempre più in alto, per avere sempre di più e rinunciare a fare le cose per il semplice gusto di farle?</p>
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